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Revisione Danno Biologico

COS'È

Il danno biologico derivante da infortunio e o malattia professionale è revisionabile o su iniziativa dell’INAIL, solo in caso di rendita (revisione attiva), o su richiesta dell’assicurato (aggravamento/revisione passiva).

Per gli eventi che si collocano a partire dal 25.7.2000 che abbiano dato luogo al riconoscimento di postumi inferiori al 16%, è prevista la possibilità di proporre aggravamento solo su richiesta dell’assicurato.

I termini di revisione/o aggravamento si differenziano a seconda che si tratti di postumi da infortunio (10 anni) o da malattia professionale (15 anni).

Qualora l’assicurato sia titolare di rendita, non può rifiutarsi di sottoporsi alle visite di controllo che siano disposte dall’INAIL. In caso di rifiuto l’Istituto può sospendere il pagamento di tutta la rendita o di parte di essa.

 

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SCADENZA

10 anni per infortunio - 15 anni per malattia professionale

CHI NE HA DIRITTO

A seguito dell’emanazione del Dlgs 38/2000, per tutti gli eventi che si collocano a partire dal 25.7.2000 la disciplina delle revisioni e degli aggravamenti subisce sostanziali modifiche a seconda del danno riconosciuto.

Nella nuova disciplina infatti solo in caso di danni pari o superiori al 16%, che hanno dato luogo a rendita, è prevista sia la revisione attiva, cioè la revisione disposta dall’Istituto, sia la revisione passiva su richiesta dell’ assicurato; mentre per tutti gli altri casi di riconoscimento postumi inferiori al 16%, che abbiano dato luogo a liquidazione o meno del danno biologico, è prevista solo la possibilità del lavoratore di chiedere l’aggravamento e la conseguente eventuale revisione del danno precedentemente accertato.

Vanno pertanto distinte le varie situazioni:

  • senza postumi o con postumi inferiori al 6%
  • con postumi dal 6% al 15%
  • con postumi pari o superiori al 16%

Queste nuove regole valgono sia in caso di infortunio che di malattia professionale.


Postumi da 0 a 5%

I soggetti che hanno avuto il riconoscimento dell’infortunio o della malattia professionale senza postumi o con postumi inferiori al 6% possono richiedere l’aggravamento; non è prevista la revisione attiva da parte dell’INAIL.

In caso di infortunio la richiesta di aggravamento  va formulata nei modi e nei termini stabiliti dal T.U. 1124/65; quindi, la prima revisione può essere richiesta non prima di un anno dalla data dell’infortunio e non prima di sei mesi dalla fine della temporanea; le successive revisioni possono aver luogo a distanza di almeno un anno dalla precedente, per i primi quattro anni, al settimo e al decimo.

In caso di malattia professionale, la prima revisione può essere richiesta dopo che siano trascorsi almeno 6 mesi dalla data di cessazione dell’inabilità temporanea assoluta, ovvero, qualora tale inabilità non ci sia stata, dopo che sia trascorso almeno 1 anno dalla data di denuncia della malattia. Le  successive revisioni possono essere espletate a distanza di almeno 1 anno l’una dall’altra fino al 15° anno dalla data della denuncia di malattia professionale.

Se si tratta di malattie neoplastiche, di silicosi o asbestosi, o di malattie infettive e parassitarie, la domanda di aggravamento, ai soli fini della liquidazione della rendita, può essere presentata anche oltre i limiti temporali di cui sopra, con scadenze quinquennali dalla precedente richiesta.


Postumi dal 6 al 15%

I soggetti che hanno avuto il riconoscimento dell’infortunio o della malattia professionale con postumi compresi tra il 6% e il 15% possono richiedere l’ aggravamento; non è prevista la revisione attiva da parte dell’INAIL.

In caso di infortunio la richiesta di aggravamento va formulata nei modi e nei termini stabiliti dal T.U. 1124/65; quindi, la prima revisione può essere richiesta non prima di un anno dalla data dell’infortunio e non prima di sei mesi dalla fine della temporanea; le successive revisioni possono aver luogo a distanza di almeno un anno dalla precedente, per i primi quattro anni. Dopo il quadriennio dalla data di infortunio, sono possibili solo altre due revisioni, una al settimo anno e l’ultima al decimo.

In caso di malattia professionale, la prima revisione può essere richiesta dopo che siano trascorsi almeno 6 mesi dalla data di cessazione dell’inabilità temporanea assoluta, ovvero, qualora tale inabilità non ci sia stata, dopo che sia trascorso almeno 1 anno dalla data di denuncia della malattia. Le successive revisioni possono essere espletate a distanza di almeno 1 anno l’una dall’altra fino al 15° anno dalla data della denuncia di malattia professionale.

Se si tratta di malattie neoplastiche, di silicosi o asbestosi, o di malattie infettive e parassitarie, la domanda di aggravamento, ai soli fini della liquidazione della rendita, può essere presentata anche oltre i limiti temporali di cui sopra, con scadenze quinquennali dalla precedente richiesta.

 


Postumi dal 16% in poi

 Nei casi di riconoscimento di un infortunio o di una malattia professionale con postumi pari o superiori al 16% sia l’INAIL che il lavoratore possono richiedere la revisione del danno.
In caso di infortunio il termine massimo dalla data di decorrenza della rendita (o dalla data dell’evento nel caso in cui non siano stati riconosciuti postumi di grado indennizzabile) per chiedere la revisione è di 10 anni secondo questa modulazione:

  • la prima revisione può essere richiesta non prima di un anno dalla data dell’infortunio e non prima di sei mesi dalla data di decorrenza della rendita
  • le successive revisioni possono aver luogo a distanza di almeno un anno dalla precedente (per i primi quattro anni)
  • alla scadenza del settimo anno dalla decorrenza della rendita
  • alla scadenza del decimo anno dalla decorrenza della rendita

 

In caso di malattia professionale la prima revisione può essere richiesta dopo che siano trascorsi almeno 6 mesi dalla data di cessazione dell’inabilità temporanea assoluta, ovvero, qualora tale inabilità non ci sia stata, dopo che sia trascorso almeno 1 anno dalla data di denuncia della malattia. Le revisioni possono essere espletate a distanza di almeno 1 anno l’una dall’altra fino al 15° anno dalla data della denuncia di malattia professionale o dalla data della decorrenza della rendita .

Entro un anno dalla scadenza del decennio (infortunio) o quindicennio (malattia professionale), l’Inail e l’assicurato possono richiedere, a pena di decadenza, l’ultima revisione, semprechè la valutazione medico legale sia riferita alla situazione di fatto esistente alla data di maturazione del termine di legge.

Documenti necessari per avviare la pratica

  • Carta d'identità e codice fiscale del richiedente

  • Documentazione medica attestante l'aggravamento

  • Ultima busta paga

  • Documentazione Inail infortunio/malattia professionale

  • Codice Iban

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