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Invio dimissioni telematiche

COS'È

Dal 12 marzo 2016 è entrata in vigore la nuova disciplina relativa alla comunicazione delle dimissioni volontarie e delle risoluzioni consensuali. La finalità principale è quella di contrastare il fenomeno delle c.d. dimissioni in bianco, rendendo inefficaci le dimissioni presentate con modalità differenti.

Resta l’obbligo per il lavoratore di rispettare il periodo di preavviso (salvo il caso delle dimissioni per giusta causa che non lo prevedono). In caso contrario le dimissioni restano valide ma il lavoratore è obbligato a risarcire l’eventuale danno.

La procedura online non incide sull’obbligo di preavviso in capo al lavoratore e non modifica la disciplina del rapporto e della sua risoluzione. Pertanto restano ferme le disposizioni di legge o contrattuali in materia di preavviso.

Il patronato Inca si occupa dell’invio delle dimissioni telematiche finalizzate al pensionamento del lavoratore. Per le altre tipologie è possibile rivolgersi agli uffici vertenze delle nostre Camere del lavoro.

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Il servizio è gratuito per gli iscritti CGIL

CHI NE HA DIRITTO

La nuova disciplina si applica a tutti i rapporti di lavoro subordinato del settore privato, compresi gli apprendisti, e ai soci lavoratori di società cooperative. Sono esclusi i rapporti di lavoro subordinato del settore pubblico.

Le risoluzione consensuale del rapporto di lavoro o la richiesta di dimissioni devono essere convalidate dal servizio ispettivo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali competente per:

  • la lavoratrice, durante il periodo di gravidanza
  • la lavoratrice e il lavoratore, durante i primi tre anni di vita del bambino
  • il lavoratore e la lavoratrice, nei primi tre anni di accoglienza del minore adottato o in affidamento, o in caso di adozione internazionale, nei primi tre anni decorrenti dalle comunicazioni di cui all’art. 54, comma 9, del D.Lgs. n. 151/2001

 

La nuova disciplina delle dimissioni volontarie e della risoluzione consensuale invece non si applica:

  • ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni
  • ai rapporti di lavoro domestico
  • nei casi in cui il recesso interviene in una delle c.d. “sedi protette” di cui all’articolo 2113, quarto comma, del codice civile o avanti alle commissioni di certificazione di cui all’articolo 76 del decreto legislativo n. 276 del 2003
  • al recesso durante il periodo di prova di cui all’art. 2096 c.c.
  • ai rapporti di lavoro marittimo regolati dalla legge speciale del Codice della Navigazione
  • ai collaboratori coordinati e continuativi
  • ai tirocini

Documenti necessari per avviare la pratica

  • Carta d'identità e codice fiscale del richiedente

  • Lettera di licenziamento

  • Ultima busta paga