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Indennità di disoccupazione NAspi

COS'È

La NAspi è l’indennità di disoccupazione mensile pagata dall’Inps a tutti i lavoratori dipendenti o apprendisti licenziati, che hanno risolto consensualmente il rapporto di lavoro o che hanno rassegnato le dimissioni per giusta causa.

La durata della Naspi va da un minimo di un mese e mezzo ad un massimo di due anni. L’assegno mensile Naspi percepito è pari al 75% della retribuzione media. Questo importo prevede una decurtazione del 3% mensile a partire dal 4°mese.

Per l’anno 2017 il 75% è garantito fino ad una retribuzione media pari a € 1.195, limite che verrà rivalutato annualmente in base alla variazione all’indice ISTAT intercorsa nell’anno precedente. Se la retribuzione media è superiore, si ha diritto al 75% fino all’importo di € 1.195 più il 25% della parte eccedente tale importo e l’effettiva retribuzione media. L’importo massimo comunque spettante è definito, sempre per l’anno 2017, in € 1.300.

Il lavoratore ha 68 giorni di tempo dal licenziamento per l’invio della domanda telematica ma per non lasciare periodi non coperti dalla contribuzione consigliamo di inviare la domanda entro 8 giorni dal licenziamento.

Se in possesso dei requisiti il lavoratore può richiedere, unitamente al pagamento dell’indennità Naspi, il pagamento degli assegni familiari.

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SCADENZA

68 giorni dal licenziamento

CHI NE HA DIRITTO

Per avere diritto alla NAspi sono necessarie:

  • 13 settimane di contributi nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione.

  • 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione (escludendo per esempio i giorni di malattia).

 

La Naspi è concessa, oltre che ai lavoratori licenziati o ai quali non è stato rinnovato il contratto, anche ai lavoratori che:

  • hanno rassegnato le dimissioni per giusta causa.
  • hanno rassegnato le dimissioni durante il periodo tutelato dalla maternità (da 300 giorni prima della data presunta del parto e fino al compimento di un anno di vita del figlio).
  • hanno risolto consensualmente il rapporto di lavoro con procedura obbligatoria di conciliazione prevista dall’art. 7 della L.604/1966, modificato dall’art. 1 comma 40 della Legge 92/2012. La NASpI non spetta al soggetto disoccupato in seguito a risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con datore di lavoro avente meno di quindici dipendenti.
  • hanno risolto consensualmente il rapporto di lavoro a seguito del rifiuto del lavoratore al trasferimento ad un’altra sede della stessa azienda distante oltre 50 km dalla residenza e/o raggiungibile in più di 80 minuti con i mezzi pubblici
  • hanno accettato l’offerta economica propostagli dal datore di lavoro risolvendo il rapporto di lavoro con una “conciliazione agevolata” (forma di conciliazione che il datore di lavoro può proporre al lavoratore in modo da evitare che quest’ultimo impugni il licenziamento o, se ha già proposto ricorso, proceda con la rinuncia all’azione giudiziale)
  • hanno accettato l’offerta economica propostagli dal datore di lavoro risolvendo il rapporto di lavoro con una “conciliazione agevolata” (forma di conciliazione che il datore di lavoro può proporre al lavoratore in modo da evitare che quest’ultimo impugni il licenziamento o, se ha già proposto ricorso, proceda con la rinuncia all’azione giudiziale)

 

Documenti necessari per avviare la pratica

  • Carta d'identità e codice fiscale del richiedente

  • Lettera di licenziamento o contratto (se a termine)

  • Busta paga

  • Codice Iban

  • Modello SR 163

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