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Indennità di disoccupazione agricola

COS'È

L’indennità di disoccupazione agricola è l’indennità pagata dall’Inps ai lavoratori agricoli che hanno perso involontariamente il posto di lavoro o a cui non è stato rinnovato il contratto.

Può essere richiesta fino al 31 marzo dell’anno successivo a quello di licenziamento o fine contratto.

L’indennità spetta per un numero di giornate pari a quelle lavorate entro il limite massimo di 365 (366) giornate annue dalle quali si dovranno detrarre:

  • le giornate di lavoro dipendente agricolo e non agricolo
  • le giornate di lavoro in proprio
  • le giornate indennizzate ad altro titolo (es: malattia, maternità infortunio etc.)
  • le giornate non indennizzabili

L’importo è il 40% della retribuzione di riferimento.

Se in possesso dei requisiti richiesti, il lavoratore può richiedere, unitamente alla disoccupazione agricola, il pagamento degli assegni familiari.

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SCADENZA

31 marzo di ogni anno

CHI NE HA DIRITTO

Hanno diritto alla disoccupazione agricola:

  • Gli operai agricoli a tempo indeterminato

  • Gli operai agricoli a tempo determinato

  • I piccoli coloni

  • I compartecipanti familiari

  • I piccoli coltivatori diretti che hanno versato volontariamente fino a 51 giornate di iscrizione negli elenchi nominativi agricoli

  • Gli operai agricoli a tempo indeterminato che lavorano solo per un certo periodo dell’anno

Inoltre i lavoratori agricoli sopraindicati devono avere:

  • l’iscrizione negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli dipendenti, per l’anno cui si riferisce la domanda o un rapporto di lavoro agricolo a tempo indeterminato per parte dell’anno di competenza della prestazione
  • almeno due anni di anzianità nell’assicurazione contro la disoccupazione involontaria (mediante l’iscrizione negli elenchi agricoli per almeno due anni o in alternativa con l’iscrizione negli elenchi per l’anno di competenza della prestazione e l’accreditamento di un contributo contro la disoccupazione involontaria per attività dipendente non agricola precedente al biennio di riferimento della prestazione)
  • almeno 102 contributi giornalieri nel biennio costituito dall’anno cui si riferisce l’indennità e dall’anno precedente (tale requisito può essere perfezionato mediante il cumulo con la contribuzione relativa ad attività dipendente non agricola purché l’attività agricola sia prevalente nell’anno o nel biennio di riferimento). Possono essere utilizzati, per raggiungere i 102 contributi, anche quelli figurativi relativi a periodi di maternità obbligatoria e congedo parentale, compresi nel biennio utile.

Documenti necessari per avviare la pratica

  • Carta d'identità e codice fiscale del richiedente

  • Codice Iban

  • Ultima Busta Paga

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